Un blog per condividere esperienze, idee, progetti, in un'ottica nonviolenta ed eco-sociale.

Eccomi

Utente: Ermes02
Nome: Ermete Ferraro
Napoletano, classe '52, sono sposato e ho tre figlie. Di formazione cattolica e nonviolenta,dopo la laurea in lettere mi sono diplomato in servizio sociale e sono stato impegnato per 10 anni come animatore socio-educativo ed assistente sociale. Da molti anni insegno lettere nella scuola media, dove mi occupo anche di problemi di disagio cognitivo e comportamentale. Tra i primi obiettori di coscienza, attivista nonviolento ed eco-pacifista, sono stato uno dei fondatori dei Verdi a Napoli, dove ho ricoperto (1987-97)il ruolo di consigliere/capogruppo circoscrizionale al Vomero - quartiere di cui sono stato anche il primo presidente 'verde'- e di consigliere e capogruppo nel Consiglio Provinciale (dal 1990 al '95). Sono stato coordinatore del circolo di Napoli e membro del coordinamento regionale della Campania dell'associazione Verdi Ambiente e SocietĂ  ONLUS. Di VAS sono attualmente Consigliere Nazionale e referente nazionale per l'ecopacifismo. A livello regionale,poi,sono componente dell'Esecutivo di VAS-Campania, come responsabile per la cultura. Ho svolto per 8 anni la funzione di Presidente e Coordinatore Sociale della FOCS (Fondazione Casa dello Scugnizzo ONLUS) di Napoli, di cui resto consigliere generale. Sono autore di svariati articoli e pubblicazioni. Visita: www.ermeteferraro.it

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domenica, 30 novembre 2008
DECRESCITA E NUOVI STILI DI VITA (1)

E’ davvero strano. Ieri, mentre ascoltavo l’articolato e stimolante intervento del prof. Mauro Bonaiuti su “Decrescita o collasso”– nell’ambito dei seminari di “UniversiVàs di Napoli” di cui sono il coordinatore –  riflettevo sul fatto che uno dei pochi terreni su cui questo messaggio sta trovando terreno fertile è proprio quello delle comunità cristiane, dei movimenti cattolici, ma anche di una certa sensibilità degli stessi vertici ecclesiastici.
Manco a farlo apposta, lo stesso sabato sera, nel corso di un incontro nella mia parrocchia per riflettere sull’Evangelo di oggi, don Lucio ha toccato questo tasto, scomodo per tanti “consumatori del sacro” – come li ha chiamati – ma fondamentale per vivere il tempo d’Avvento come occasione per “cambiare strada”, per un’autentica metànoia. In sintesi, il suo era proprio un richiamo a verificare quanto ci sia di sostanziale ed evidente nel nostro cristianesimo, interrogandoci su quanto un messaggio rivoluzionario, come quello di Gesù Cristo, sia riuscito effettivamente a smuovere pigrizie mentali e piccoli egoismi, trasformandoci davvero in quel “sale” e in quel “lievito” che possono cambiare noi stessi ed il mondo intorno a noi.
D’altra parte, una vera “conversione” – come c’insegna anche il Codice della strada – non è solo uno spostamento impercettibile, o semmai un cambio di corsia, rimanendo però nella stessa carreggiata e continuando ad andare nello stesso senso di marcia. La “conversione”, al contrario,  è proprio quell’inversione di marcia, quel radicale cambiamento, che ci consente di chiudere con la solita strada, dopo aver preso coscienza del fatto che non è quella giusta.
Ecco, allora, che di “segni dei tempi” – per richiamare un’espressione “conciliare” – ce ne sono fin troppi, sempre che abbiamo occhi per vedere e orecchie per intendere
 
Pur lasciando stare il messaggio abbastanza esplicito dell’Apocalisse, ricorrente nelle ultime settimane dell’anno liturgico, che preludevano all’Avvento – è impossibile non accorgersi dei segnali che ci giungono da un sistema economico-sociale che, dopo aver a lungo scricchiolato, sta cominciando a cedere, a collassare…
Ma fino a che punto ci rendiamo conto che [nuove povertà e degrado ambientale] sono fenomeni tra loro connessi, perché è il nostro sistema economico, in quanto tale, a generare drammatici squilibri?” – ci ammonisce Giulio Battistella, che non è un arrabbiato eco-socialista, ma un noto missionario, giornalista ed autore di diversi libri sulla “virtù cristiana della sobrietà” , curatore dell’ interessante dossier “Stili di vita. Un appello alla conversione” , pubblicato sul n. 10/2008 della rivista missionaria “Comboni-fem”.
Basta sfogliare un quotidiano, magari quelli a distribuzione gratuita come “City” per imbattersi in notizie sconvolgenti come quelle due che mi sono saltate agli occhi venerdì scorso: “4 milioni di nuovi poveri che devono mangiare scarti” e “Grasso umano nel cibo per il Terzo mondo”…

Postato da: Ermes02 a 18:16 | link | commenti
decrescita

DECRESCITA E NUOVI STILI DI VITA > segue

Eccoli qua i risultati del nostro decantato “sviluppo”! Negli ultimi 5 anni gli Italiani al di sotto della soglia di povertà sono aumentati del 35% e, mentre vecchi e nuovi ricchi si fanno praticare costosi interventi di liposuzione per ridurre il loro grasso in eccesso, una ditta olandese ha pensato bene di utilizzarlo per produrre biscotti ed altri generi alimentari destinati agli affamati del terzo mondo. Pare, addirittura, che una donna etiope abbia dichiarato che le sta bene così e ne è perfino grata, visto che deve la sua stessa sopravvivenza al grasso in eccesso degli occidentali!
Se non sono segni dei tempi questi: Lazzaro che si sfama con il grasso del grasso del “ricco epulone”…!
 
Sul numero del 10 novembre di TIME magazine, al 40° posto nella lista delle 50 “Migliori invenzioni del 2008”, sono stati curiosamente inseriti anche i “Nuovi sette peccati mortali”, frutto di un “aggiornamento” da parte del Vaticano , nel Marzo scorso, di quelli che un po’ tutti già conosciamo.
Fra di essi troviamo anche: “inquinamento, ingiustizia sociale, eccessiva accumulazione di ricchezza e creazione di povertà”.
Mi dispiace per l’autorevole TIME, ma qui c’è un grosso equivoco. La Chiesa non ha “inventato” un bel niente nel marzo del 2008. Ha solo, doverosamente, ricordato alle persone che ne sono parte che ingiustizia e sfruttamento sono da sempre frutti del Maligno e che la sobrietà e la povertà – non la miseria…- sono i segni distintivi di chi afferma di essere seguace di Colui che due millenni fa ci aveva già raccomandato: “Non accumulate ricchezze in questo mondo […] Accumulate piuttosto le vostre ricchezze in cielo [Perché dove sono le tue ricchezze lì c’è anche il tuo cuore.” (Mt 6, 19 ss – vedi anche: Lc 12,33 ss).
Ecco perché è indispensabile che i Cristiani si “convertano” davvero, cambiando subito e radicalmente il proprio stile di vita, che per troppo tempo non ha avuto molto a che fare con questa ed altre esortazioni del Cristo, peraltro precedute dalle parole inascoltate di tanti altri profeti.
“Ecco l’uomo che non ha posto in Dio la sua fiducia: / ha contato sulle proprie ricchezze, / si è fatto forte dei suoi imbrogli!” (Sal 52,9) – denunciava Davide, quasi un millennio prima.
 Speriamo che questi 3000 anni non siano trascorsi invano e che gli uomini, a partire da ciascuno di noi, trovino davvero la forza di cambiare strada, di convertirsi cioè ad uno stile di vita genuinamente evangelico.
 

Postato da: Ermes02 a 18:07 | link | commenti

sabato, 22 novembre 2008
Bambini in guerra e guerra ai bambini

BAMBINI IN GUERRA E GUERRA AI BAMBINI

leggi articolo di Ermete Ferraro su: scrivi.com

Postato da: Ermes02 a 08:58 | link | commenti
pace, diritti dellinfanzia

domenica, 16 novembre 2008
Botti e mogli dei paesi nostri…

di  Ermete Ferraro

 

  Lo confesso: non riesco proprio a sopportare la totale incoerenza ed ottusità di chi si ostina a non voler vedere certi fenomeni negativi come effetti delle proprie azioni, piuttosto che come eventi sciagurati o, peggio, come inspiegabili “maledizioni”.

Il Rapporto ISTAT 2008 – i cui stralci sono stati pubblicizzati in questi giorni da diversi quotidiani – ci restituisce ancora una volta l’impietosa fotografia di un’Italia ricca soprattutto di stridenti contraddizioni ed assurdi paradossi.  Che so: ci fanno sapere che gli occupati sono aumentati dell’1%, ma subito dopo si precisa che, nel frattempo, il 10% degli italiani hanno rinunciato del tutto a cercarsi quel lavoro che non hanno finora trovato…  Oppure veniamo a sapere che i 60 milioni di abitanti del nostro Bel Paese, neonati e centenari compresi, dispongono addirittura di 73,7 milioni di numeri di telefono cellulare!

Altre situazioni paradossali le troviamo in ambito familiare: sono il 90% gli Italiani che si dichiarano soddisfatti della propria famiglia, eppure i divorzi aumentano del 5,3%, anche se nel 65% i nostri concittadini scelgono di sposarsi in chiesa…

L’incoerenza più grave, però, mi sembra quella che riguarda le tematiche ambientali, verso le quali tutti si dichiarano molto sensibili e attenti, salvo poi procedere spensieratamente e miopemente sulla propria strada, incuranti dei segnali che indicano il pericolo di disastro ecologico.  Basti pensare che l’annuario ISTAT ci riferisce che l’Italia è sempre più calda e meno piovosa e che si è raggiunta una temperatura media di 14,8° C, con lo spaventoso aumento di un grado e mezzo nel solo 2007.

Ebbene: di fronte a questo allarma climatico che cosa fanno i nostri “fratelli d’Italia” ?  La smettono forse di acquistare costosi apparecchi per riscaldare o raffreddare l’aria in casa propria, scaricando gas ed emissioni di calore all’esterno e dando così il proprio piccolo – ma numeroso – contributo al “global warming” ?  Ma neanche per sogno! 

Postato da: Ermes02 a 16:08 | link | commenti
ambiente urbano

Botti e mogli... SEGUE

Gli Italiani, semmai, si preoccupano… Della catastrofe ecologica, dei fenomeni di desertificazione o di scioglimento dei ghiacciai? Ma per carità! Si preoccupano – ci fa sapere l’ISTAT – soprattutto del traffico in città (46%), dell’inquinamento atmosferico (41%) e delle difficoltà a parcheggiare (39%).  Certo, fanno proprio bene a preoccuparsi. Il guaio è che il 70% dei nostri connazionali continua allegramente ad usare l’auto ogni giorno per andare al lavoro, a fronte di solo un 25% che utilizza i mezzi pubblici in ambito urbano ed un altro 17% fuori città…

Insomma, se capisco bene, circa un Italiano su due si lamenta per il fatto di dover affrontare ogni giorno un traffico terrificante, ma allo stesso tempo quasi tre Italiani su quattro non hanno per nulla intenzione di lasciare parcheggiata sotto casa la propria inquinante e disperante autovettura!

In altri termini, il traffico sarebbe solo un fastidioso fenomeno che disturba la nostra spensierata circolazione automobilistica…

Va poi sottolineato che, sempre in Italia, 2 persone su 5 si preoccupano molto per l’aria inquinata delle loro città, ma a quanto pare non riescono proprio a farsi capaci del fatto che si tratta del frutto inevitabilmente amaro che è stato seminato da quelle 3 persone su 4 che continuano ostinatamente a giocare con le automobiline. E lo fanno su quella “pista” cittadina che considerano come  continuazione della propria casa, rivendicando il sacrosanto diritto di… far finta di circolare!

Una volta si ricorreva al noto detto popolare: “Botte piena e moglie ubriaca” per sferzare le contraddizioni di chi vuole tutto e il contrario di tutto. Beh, oggi di piene ci sono rimaste soprattutto le strade – intasate da un traffico incurabile ed irrazionale – però non sono spariti neanche gli “ubriachi”, con la differenza che costoro non si “inebriano” più tanto di vino, quanto di un presunto diritto a farsi male da soli e a far male alla collettività.

Postato da: Ermes02 a 16:06 | link | commenti
ambiente urbano