Un blog per condividere esperienze, idee, progetti, in un'ottica nonviolenta ed eco-sociale.

Eccomi

Utente: Ermes02
Nome: Ermete Ferraro
Napoletano, classe '52, sono sposato e ho tre figlie. Di formazione cattolica e nonviolenta,dopo la laurea in lettere mi sono diplomato in servizio sociale e sono stato impegnato per 10 anni come animatore socio-educativo ed assistente sociale. Da molti anni insegno lettere nella scuola media, dove mi occupo anche di problemi di disagio cognitivo e comportamentale. Tra i primi obiettori di coscienza, attivista nonviolento ed eco-pacifista, sono stato uno dei fondatori dei Verdi a Napoli, dove ho ricoperto (1987-97)il ruolo di consigliere/capogruppo circoscrizionale al Vomero - quartiere di cui sono stato anche il primo presidente 'verde'- e di consigliere e capogruppo nel Consiglio Provinciale (dal 1990 al '95). Sono stato coordinatore del circolo di Napoli e membro del coordinamento regionale della Campania dell'associazione Verdi Ambiente e SocietĂ  ONLUS. Di VAS sono attualmente Consigliere Nazionale e referente nazionale per l'ecopacifismo. A livello regionale,poi,sono componente dell'Esecutivo di VAS-Campania, come responsabile per la cultura. Ho svolto per 8 anni la funzione di Presidente e Coordinatore Sociale della FOCS (Fondazione Casa dello Scugnizzo ONLUS) di Napoli, di cui resto consigliere generale. Sono autore di svariati articoli e pubblicazioni. Visita: www.ermeteferraro.it

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venerdì, 22 maggio 2009
ELEGANTEMENTE SEMPLICI

sfrancescoFOL2Sull’ultimo numero di Resurgence” (la bella rivista ambientalista inglese che ospita contributi di studiosi del calibro di Fritjof Capra, James Lovelock, Noam Chomsky, Vandana Shiva…), Satish Kumar – che ne è il direttore – ha scritto un editoriale dal titolo “Elegante semplicità”.
Il nocciolo del problema,  di cui peraltro si occupano vari articoli di questo numero della rivista (254 * May June 2009), è l’esigenza di resistere alla schiavitù delle tendenze e delle mode, considerate giustamente come l’antitesi della sostenibilità, in quanto causa di problemi economici ed ambientali.
Viceversa, argomenta Kumar: “la semplicità è parte della ‘saggezza perenne’ promossa da molti grandi pensatori ed utopisti. […]La semplicità è una qualità positiva: quando le cose sono semplici sono ben fatte, durano indefinitamente, sono fatte con piacere e danno piacere quando sono usate. E’ stato E. F. Schumacher a dire: ‘Qualsiasi stupido può fare cose complicate, però ci vuole un genio per fare cose semplici’…”
Ecco, appunto: siamo effettivamente circondati da pazzi che creano cose e situazioni complicate ed intricate, dalle quali non riusciamo più a liberarci e di cui diventiamo irrimediabilmente schiavi. La moda e la tirannia di ciò che ‘fa tendenza’ sono solo due aspetti di una generale visione distorta della vita e delle sue priorità. Il fatto è che la nostra società, in nome del benessere e della libertà, ha generato mostri che minacciano ogni giorno il nostro benessere psicofisico e ci privano della libertà di essere noi stessi.
La semplicità, osserva Kumar, richiede meno egoismi, complicazioni e preoccupazioni per le apparenze e, invece, più immaginazione e creatività ed una maggiore attenzione alla sostanza delle cose. Naturalmente la maggior parte delle persone sono convinte che una società avanzata e sviluppata debba necessariamente avere certe caratteristiche e che i problemi personali, sociali ed ambientali che abbiamo davanti agli occhi siano soltanto spiacevoli effetti collaterali di un inarrestabile e lineare progresso.
La verità – benché difficile da digerire – è che i nostri attuali stili di vita, orientati al consumismo e a mode effimere, sono oggettivamente alla base della triplice crisi del nostro tempo, che investe non solo l’ambito ecologico, ma anche quello socio-economico e spirituale. Lo sfruttamento intensivo e contro natura delle risorse del nostro pianeta, infatti, provoca catastrofi ambientali, ma è fonte anche di povertà ed ingiustizia e sta minando le basi stesse di una convivenza basata su valori etici che rendano la vita degna di essere vissuta ed impediscano agli esseri umani di sentirsi soli ed infelici.
Non è un caso che le principali religioni stiano ponendo nuovamente al centro del loro messaggio di rinnovamento e di speranza valori come l’umiltà, la semplicità e la sobrietà, indicandoli come il solo antidoto ad una crisi planetaria, ma anche interiore e comunitaria.
“La moderazione non è solo una regola ascetica, ma anche una via di salvezza per l’umanità – ha scritto Benedetto XVI nel Messaggio per la giornata della pace 2009 – E’ ormai evidente che soltando adottando uno stile di vita sobrio , accompagnato dal serio impegno per un’equa distribuzione delle ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile.”
Anche se a molti non piace sentirselo dire, bisogna allora insistere sul fatto che l’attuale crisi di un’economia e di una finanza artificiali e drogate ci sta dando, suo malgrado, la possibilità di non persistere diabolicamente nell’errore, ma di perseguire un’autentica conversione a U, in direzione di un modo di vivere più sano, più giusto e più semplice, riscoprendo la bellezza delle cose naturali e dei rapporti diretti e solidali.
A tal proposito, segnalo che a Napoli è iniziato oggi – e proseguirà fino a domenica 24 – il VI convegno per la formazione e l’impegno sociale dell’O.F.S. (Ordine Francescano Secolare), dedicato significativamente al tema: “Francescanamente per il Bene Comune. Le responsabilità e il contributo della politica”.   
 

Postato da: Ermes02 a 18:42 | link | commenti
ambiente, decrescita, beatitudini, qualitĂ  della vita, ecoteologia

venerdì, 05 dicembre 2008
Decrescita > Decrescènza

decrescita.jpgPer chi è interessato al tema della decrescita, ho pubblicato su www.scrivi.com la traduzione in Napoletano dell'articolo omonimo su www.it.wikipedia.org . Chi è interessato a leggerlo ("Decrescènza") può cliccare quì.

Postato da: Ermes02 a 17:41 | link | commenti
decrescita

domenica, 30 novembre 2008
DECRESCITA E NUOVI STILI DI VITA (1)

E’ davvero strano. Ieri, mentre ascoltavo l’articolato e stimolante intervento del prof. Mauro Bonaiuti su “Decrescita o collasso”– nell’ambito dei seminari di “UniversiVàs di Napoli” di cui sono il coordinatore –  riflettevo sul fatto che uno dei pochi terreni su cui questo messaggio sta trovando terreno fertile è proprio quello delle comunità cristiane, dei movimenti cattolici, ma anche di una certa sensibilità degli stessi vertici ecclesiastici.
Manco a farlo apposta, lo stesso sabato sera, nel corso di un incontro nella mia parrocchia per riflettere sull’Evangelo di oggi, don Lucio ha toccato questo tasto, scomodo per tanti “consumatori del sacro” – come li ha chiamati – ma fondamentale per vivere il tempo d’Avvento come occasione per “cambiare strada”, per un’autentica metànoia. In sintesi, il suo era proprio un richiamo a verificare quanto ci sia di sostanziale ed evidente nel nostro cristianesimo, interrogandoci su quanto un messaggio rivoluzionario, come quello di Gesù Cristo, sia riuscito effettivamente a smuovere pigrizie mentali e piccoli egoismi, trasformandoci davvero in quel “sale” e in quel “lievito” che possono cambiare noi stessi ed il mondo intorno a noi.
D’altra parte, una vera “conversione” – come c’insegna anche il Codice della strada – non è solo uno spostamento impercettibile, o semmai un cambio di corsia, rimanendo però nella stessa carreggiata e continuando ad andare nello stesso senso di marcia. La “conversione”, al contrario,  è proprio quell’inversione di marcia, quel radicale cambiamento, che ci consente di chiudere con la solita strada, dopo aver preso coscienza del fatto che non è quella giusta.
Ecco, allora, che di “segni dei tempi” – per richiamare un’espressione “conciliare” – ce ne sono fin troppi, sempre che abbiamo occhi per vedere e orecchie per intendere
 
Pur lasciando stare il messaggio abbastanza esplicito dell’Apocalisse, ricorrente nelle ultime settimane dell’anno liturgico, che preludevano all’Avvento – è impossibile non accorgersi dei segnali che ci giungono da un sistema economico-sociale che, dopo aver a lungo scricchiolato, sta cominciando a cedere, a collassare…
Ma fino a che punto ci rendiamo conto che [nuove povertà e degrado ambientale] sono fenomeni tra loro connessi, perché è il nostro sistema economico, in quanto tale, a generare drammatici squilibri?” – ci ammonisce Giulio Battistella, che non è un arrabbiato eco-socialista, ma un noto missionario, giornalista ed autore di diversi libri sulla “virtù cristiana della sobrietà” , curatore dell’ interessante dossier “Stili di vita. Un appello alla conversione” , pubblicato sul n. 10/2008 della rivista missionaria “Comboni-fem”.
Basta sfogliare un quotidiano, magari quelli a distribuzione gratuita come “City” per imbattersi in notizie sconvolgenti come quelle due che mi sono saltate agli occhi venerdì scorso: “4 milioni di nuovi poveri che devono mangiare scarti” e “Grasso umano nel cibo per il Terzo mondo”…

Postato da: Ermes02 a 18:16 | link | commenti
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